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Ducati DesertX 2026, la seconda generazione si evolve

A quattro anni dal debutto della prima versione, il progetto Ducati DesertX è ripartito da zero con l’obiettivo dichiarato di alzare l’asticella dell’efficacia complessiva. Ne è scaturita una moto affinata e migliorata in tutti gli aspetti, senza però essere concettualmente rivoluzionata. Grazie al nuovo serbatoio in polimeri (che perde un po’ di capienza, ora di 18 litri) è stato abbassato il baricentro e assottigliata la zona di contatto con la sella. Anche la porzione frontale è di un paio di centimetri più bassa e contribuisce a conferire all’insieme un aspetto più snello. La seduta è 88 cm dal suolo, altezza che si può ridurre di 4 cm adottando seduta e sospensioni ribassate opzionali. Il cuore? Il classico Testastretta Desmo da 937 cc ha ceduto la scena al più compatto e leggero V2, sempre di 90°, con sistema di fasatura variabile IVT dal lato aspirazione. I dati di potenza sono invariati: 110 CV e 92 Nm. Ora il 70% della coppia massima è disponibile già a 3.000 giri/min. A monte della trasmissione finale, ovviamente a catena, troviamo un cambio a sei marce servito dal Ducati Quick Shift 2.0 privo di sensori esterni. La misura dei rapporti è specifica, con le prime marce piuttosto corte e adatte all’off-road, e la sesta più distesa (stando alle prime indiscrezioni, a 130 km/h farebbe lavorare il V2 a circa 5.800 giri/min). Il telaio a traliccio lascia il posto a una struttura monoscocca in alluminio, che sfrutta il motore come elemento stressato (supporta anche il forcellone). Inoltre integra al suo interno l’airbox (12,5 litri di capacità). Cambia anche il forcellone (in lega d’alluminio), che ora aziona il monoammortizzatore tramite un inedito leveraggio progressivo. Il mono, firmato Kayaba, assicura 220 mm di escursione alla ruota ed è totalmente registrabile, al pari della forcella upside-down. I cerchi sono da 21” all’avantreno e da 18” al retrotreno e montano rispettivamente coperture 90/90 e 150/70. Impianto frenante Brembo. Basata su una piattaforma inerziale a 6 assi, l’elettronica della Ducati DesertX fa sì che i vari controlli siano ottimizzati per il fuoristrada, oltre che personalizzabili nella taratura. Le opzioni "Enduro" e "Rally" si aggiungono ai Riding Mode dedicati all’asfalto (Touring, Urban, Sport e Wet). Quattro i Power Mode, con possibilità di ridurre la potenza a 95 o 75 CV. Della nuova DesertX è prevista anche la versione dedicata a chi possiede la patente A2.

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